Antologia - Orbite vuote

Antologia

Orbite vuote
17 storie selezionate dal sito!








 

Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
CINQUANTAMILA LIRE
Proprietario
Paolo Merenda, punk


Prezzo

Acquista ora!


1 €

A proposito di questo oggetto...
BEAT ON THE BRAT
di Paolo Meranda

Vivo in questo quartiere da sempre, in un condominio che sta proprio di fronte alle case popolari. Il Villaggio Europa è composto per metà da immensi casermoni fatiscenti targati A.T.C. e per l'altra metà da cascine e appartamenti residenziali. Nelle case popolari ci abitano più che altro mafiosi in esilio, ladri, assassini e tossicodipendenti. Quando ero ragazzino i loro figli seminavano il panico fra le vie del quartiere, seguendo le orme dei padri. Rubavano negli appartamenti, estorcevano soldi e biciclette ai ragazzi del quartiere, minacciavano e menavano forte.

Ricordo Leone inseguire uno dei piccoli delinquenti. Enzo Quaranta menò suo figlio, Alessandro, per rubargli diecimila lire. Il Gilera Bullit di Enzo volò per aria quando impattò contro la macchina di Leone. Gli disse soltanto Se tocchi ancora mio figlio di te ne faccio quattro pezzi da dieci e poi ti ficco in culo il motorino come una supposta. Leone per mestiere consegnava medicine.

Scene come quella erano all’ordine del giorno nel mio quartiere. La regole fondamentali erano: mai salire sull’autobus da solo e mai andare in giro per il quartiere da solo, soprattutto in bici. La loro frase tipica era Minchia, bella sta bici, mi fai fare un giro? Dopo non la rivedevi più. Quando invece ti andava bene ti rubavano il portafoglio e se provavi a resistere, come fece Alessandro, ti prendevi un sacco di schiaffi. Toccava poi ai genitori regolare i conti.

Le compagnie esistevano anche per quello. Quando ero con gli altri nessuno poteva farmi del male. Sotto casa mia, in via De Gasperi, c’è ancora la panchina di metallo verde dove ci ritrovavamo. È piena di scritte bianche dell'epoca, fatte con gli Uniposca. Le più classiche sono Faccio bocchini a gratis – chiamare ore pasti e W la figa. Eravamo una ventina di componenti fissi, più qualcuno che si faceva vedere meno.

Angelo era il fratello maggiore che avrei desiderato. Era grande e grosso e non aveva paura di niente e nessuno, al contrario di me. Mi offriva ogni giorno pane e salame, dopo averli rubati alla Coop e mi difendeva dai delinquenti del quartiere. Mi dava lezioni di educazione sessuale a suon di giornali porno e menava forte, ma non mi toccò mai con un dito. Alzava le mani su quelli della compagnia soltanto per giocare allo schiaffo del soldato.

Quando Gigi diventò maggiorenne, visto che era ancora vergine, Angelo decise di fare colletta per farlo andare a puttane. Gigi era soprannominato Fred Astaire ed era arrivato vergine a diciott'anni perché era un classico sfigato, vestiva sempre in camicia e pantaloni eleganti, di vigogna, e metteva quelle scarpe di vernice da vecchio col tacchetto che sembrano da tip – tap. In più portava i capelli zeppi di gel, pettinati con la riga da una parte. Da lì derivò il degno soprannome.

Raccogliemmo così cinquantamila lire fra tutti, il prezzo di una scopata. Andammo in circonvallazione in sette, su quattro motorini. L’unico solo sulla sua Laverda (che Angelo chiamava La Merda) era Gigi. Ci fermammo accanto a una brasiliana. Angelo contrattò un po’ sul prezzo poi disse a Gigi di avvicinarsi. Dopo meno di un quarto d’ora Fred Astaire tornò sudato e stranamente scompigliato. Disse che la brasiliana era indisposta per cui le aveva sfondato il culo. Angelo lo abbracciò forte e gridò Minchia, bella frate' d’ora in poi ti facciamo scopare almeno una volta al mese. Si girò poi verso di me e mi fece l’occhiolino.

Pochi minuti dopo tornammo di nuovo alla panchina sotto casa mia, la nostra “base”. Angelo mi prese da parte e mi spiegò che aveva contrattato con la brasiliana, che era in realtà un brasiliano, non per via del prezzo, ma per dare il culo a Gigi senza fargli sapere che era uomo.


altri articoli horror
acquista oggetto horror