Antologia - Orbite vuote

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Orbite vuote
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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
SPECCHIO
Proprietario
Mariagrazia Di Stasi, lettrice.


Prezzo

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3800 €
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A proposito di questo oggetto...
Io so chi sei
di Mariagrazia Di Stasi


Ho comprato lo specchio al mercatino dell’usato.
Mi ha colpito subito; la cornice d’oro brunito a riccioli e ghirigori, la forma sinuosa e accattivante, sarebbe stato perfetto per il corridoio della zona notte con il suo arredamento stile classico.
Me ne sono innamorato subito, vado pazzo per queste cose io.
L’ho portato a casa e subito l’ho appeso. Come imbocchi il corridoio, lo vedi, così luminoso e regale. Ogni volta che ci passo davanti, mi ci specchio.
In effetti la mia casa è piena di specchi. Posti nel luogo giusto, riflettendosi l’uno nell’altro, dilatano gli spazi all’infinito come in un gioco di scatole cinesi.
Sbircio di sfuggita la mia immagine riflessa che rincorre se stessa da una stanza all’altra e mi piace, mi fa sentire meno solo…
Lo specchio è in casa mia da una settimana e mi piace sempre più, molto più degli altri.
La casa sembra affollata da innumerevoli me stesso, quasi quasi mi sento osservato, controllato, spiato…

L’ho vista!
Una donna dai capelli rossi, fisico slanciato e scattante, è apparsa per un attimo in uno degli specchi. È stata un’impressione così fuggevole, che ho quasi pensato di aver avuto una allucinazione. Mi sono messo a girare per tutta la casa, ho scrutato in ogni stanza e in ogni angolo, naturalmente non c’era nessuno. A furia di stare solo, certe volte mi prendono le paranoie.

L’ho vista di nuovo!
Mi è apparsa all’improvviso nello specchio in fondo al corridoio, ma quando mi sono avvicinato per vedere meglio, non c’era più. Mi sono guardato intorno e l’ho rivista riflessa nello specchio della camera da letto.
La mano sul fianco prosperoso, lo sguardo sfacciato, l’espressione volgare, mi guardava sorniona…
«Io so chi sei» ha detto. Proprio così «io so chi sei.» La sua voce l’ho sentita benissimo, bassa, roca, profonda.
Mi è presa una paura folle e mi sono precipitato nella stanza, e naturalmente non c’era nessuno. Delle due l’una: o la casa è infestata, o sono io che sto diventando pazzo.
Che sia lo specchio? In fondo tutto è cominciato quando l’ ho portato a casa. E’ lì che lei mi è apparsa la prima volta. Forse dovrei liberarmene, ma come faccio? E’ così bello!
Ma lei chi è? Ha qualcosa di familiare, ma non so cosa. Forse l’espressione del viso, forse il modo di muoversi. Sono sicuro però di non averla mai vista né conosciuta. Da dove viene? E che vuole da me? E poi è così volgare! L’ultima volta aveva addosso un vestito turchese, corto all’inverosimile, le solite calze a rete e scarpe col tacco a spillo.
Forse vuole dirmi qualcosa, ma cosa, e perché proprio a me…

Ieri l’ho vista di nuovo…
Ma non in uno dei miei specchi per fortuna. Ero al bar che facevo colazione e davo un’occhiata al giornale, la cronaca locale per la precisione. E proprio al centro della pagina c’era una bella foto: lei, con il suo vestito turchese.
Il viso era sfocato, ma non potevo sbagliarmi: era proprio lei.
L’articolo parlava di una serie di omicidi che si erano verificati in città negli ultimi tre mesi.
Erano stati uccisi tre uomini a colpi di pugnale, in punti diversi della città, tutti luoghi però frequentati da prostitute.
Le vittime probabilmente erano clienti. Testimoni avevano dichiarato di avere visto, tutte e tre le volte, una donna dai capelli rossi, allontanarsi dal luogo del delitto e uno era riuscito perfino a fotografarla. Nonostante le ricerche effettuate, la donna non era stata trovata…
E sfido io, si nascondeva in casa mia!
Questa storia era troppo assurda, quella donna non esisteva, era solo il riflesso di uno specchio dalla cornice dorata. Com’era possibile che qualcuno potesse averla vista, oltre me?
Una prostituta, era dunque una prostituta. Com’è che non l’avevo capito subito? eppure era così chiaro, l’atteggiamento volgare, i vestiti vistosi…ma perché era penetrata nel mio specchio?

«Io so chi sei.»
Mi sono svegliato di soprassalto. Un incubo terribile, il suo viso sguaiato a pochi centimetri dal mio e lei che mi sussurrava quelle parole.
Ero in un bagno di sudore, sono andato in cucina a bere un bicchiere d’acqua. Dietro di me un’ombra si rifletteva nello specchio dell’ingresso…
Sono andato in bagno a lavarmi la faccia…
Dio mio! Il lavandino è sporco di sangue…l’asciugamano è fradicio e imbrattato.
Suonano alla porta! Chi può essere? A quest’ora…

Il mio avvocato dice che la situazione non è rosea, dice che chiederà l’infermità mentale, dati i precedenti…
Ma di cosa ciancia? Dice che la polizia in casa mia ha trovato una parrucca di capelli rossi, il vestito turchese, il coltello e perfino le scarpe…
È lei che li ha lasciati per incastrarmi, perché non vogliono credermi?
Ma in che modo sono arrivati a me?
I precedenti, esagerati! Solo ogni tanto mi è capitato di andare a guardare le prostitute, ma solo per caso, ed è stata pura sfortuna che mi abbiano beccato.
E che c’entra che mia sorella faceva la vita? È successo tanto tempo fa, lei era così giovane! Le piacevano i soldi facili è vero, ma se non fossero esistiti quei porci dei suoi clienti che la cercavano sempre!…L’hanno rovinata, l’hanno infettata con l’AIDS, maiali.
Non aveva vent’anni quando è morta.
Loro dovevano morire, loro con le loro zampacce sudice sulla mia bella bambina dalla pelle di seta.
Io e lei ci somigliavamo, eravamo gemelli. C’era un legame unico fra noi, ma non sono riuscito a salvarla.
Era così bella! Ma negli ultimi tempi quella bellezza non esisteva più, la pelle incollata agli zigomi, il corpo scheletrico, gli occhi che erano stati così belli, spenti per sempre. E i suoi bei capelli rossi, caduti…
Ma i nomi me li disse tutti. Uno di quei tre doveva essere, per forza. Ne era certa…Dovevano pagarla cara quei porci…
Ma che c‘entra adesso questa vecchia storia? Quella donna mi ha incastrato, si è infilata nel mio specchio per rovinarmi la vita. Quello stupido del mio avvocato non vuole crederci. Preferisce pensare che io sia pazzo.
Pazzo io! Figuriamoci!
La vera pazzia è stata quella di portarmi a casa quel maledetto specchio!


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