Antologia - Orbite vuote

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Orbite vuote
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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
131 SUPERMIRAFIORI
Proprietario
Salvatore Ferraro, lettore


Prezzo

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200 €
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A proposito di questo oggetto...
Quel maledetto Supermirafiori
di Salvatore Ferraro


Tonino, lavora al mercato del pesce di Pozzuoli, tutte le mattine si tuffa verso il suo destino d’otto ore in sella ad un piaggio “Ciao” bianco comprato per 100.000 lire dalla cugina Ilaria, fan scatenata dei Duran Duran (c'è un adesivo sul “Ciao” con scritto: Frustami Simon). Tonino dopo anni di stenti e risparmi decide di comprare un’auto. Il giovane comincia a girare per concessionarie, ma gli bastano poche ore per capire che con i suoi risparmi poteva comprare solo un'Ape-cross di quinta mano da un contadino della provincia di Caserta. Senza scoraggiarsi Tonino decide di investire i soldi per restaurare il “131 Supermirafiori” dallo zio Aniello. La macchina era ferma da ormai 14 anni, dal giorno in cui lo zio Aniello era scomparso in circostanze misteriose, ritrovarono solo l’auto su di una piazzola di sosta all’altezza Caserta Nord dell’autostrada Napoli-Roma. Le forze dell'ordine incaricate del caso dopo accurate indagini, lo avevano catalogato come X-file, un po’ per incapacità ed un po’ per spararsi la posa con la “Finanza” che si bullava di fare gli inseguimenti con i motoscafi. Il fascicolo denominato “Arò sta Tonin” aveva una nota di sintesi che diceva circa coì: Ritrovata l'auto del Signor Ascione alle ore 12 del 15 novembre 1987 al km 14 dell’autostrada Napoli-Roma, la macchina si presenta senza segni visibili d’incidenti e con una portiera aperta dal lato del conducente, la radio è stata ritrovata accesa su “Radio Camaldoli”, unici indizi sospetti sono: il ritrovamento di un’audiocassetta “The best of Peppino di Capri” insanguinata ed una piccolissima traccia di liquido seminale rilevata con la lampada “Uv” sul sedile anteriore lato conducente all'altezza del poggia testa. Tonino dopo aver sentito il parere della zia Titty moglie dello scomparso Aniello decide di contattare un parente a Prato per intestargli l’auto e risparmiare sull’assicurazione. L’auto dopo essere stata assicurata viene portata all’officina “Martielli d’oro” di tale “Pepp a Mennla” professionista rispettato nel settore carrozzieri. La storia qui comincia ad incupirsi perché “Pepp a Mennl” ad ogni martellata sulla carrozzeria di quel maledetto “Supermirafiori” comincia a sentire nella sua testa strane voci. Le voci riecheggiano sempre più insistenti, tra le tante che sente ci sono il ritornello in loop di “Saint Tropez” e “Torna a casa Speedy Gonzales” che si mischiano e si accavallano ad imprecazioni del tipo: “Nculo a mammt stu martiell te lo devo Kiavare in culo, Taggia fa comm’a Pappalardo”. Oltre alle suddette frasi che gli esplodevano in testa come raffiche di mitra Peppe mentre aggiustava il “131 Supermirafiori” aveva come la sensazione di prendere calci in culo e di sentirsi sputare in testa. Pochi giorni dopo il povero carrozziere viene trovato ucciso dalle forze dell’ordine, il corpo si presentava appeso a testa in giù su di un gancio sotto il soffitto dell’auto-carrozzeria, i particolari che attirarono l’attenzione degli inquirenti furono: un arbre magique infilato nel culo della vittima e tracce di olio e liquido seminale nell’orecchio destro. Tonino nonostante il nuovo misteriosissimo mistero, fa spallucce ed incurante dell'accaduto prende l’auto. La sera stessa il giovane ha un appuntamento con Valeria, un’estetista procace e sboccata di San Giovanni a Teduccio. Tonino spumato e profumatissimo si dirige da Valeria al volante del suo fiammante 131. Il giovane presa Valeria propone di andare al “DiscoGnora” una famosissima discoteca di Pozzuoli. Lungo il tragitto, i due notano che la macchina fa “strane cose misteriose”, mentre ascoltano “Radio Ibiza”, la radio sposta da sola la frequenza posizionandosi su di un’emittente che trasmette solo canzoni di “Peppino di Capri” che canta con una voce tipo demone. I due cominciano a “prendersi paura” e si fermano ad un bar per bere un bicchiere di acqua e zucchero, il primo sospetto di Tonino fu quello di essere perseguitato dal fantasma di “Peppino di Capri”, ma il barista grande fan del re dei piano bar gli ricorda che Peppino è ancora vivo… rasserenando i due. Tornati in macchina a Tonino gli salgono i cinque minuti di arrapamento dovuti forse all’acqua e zucchero che aveva sortito in lui un effetto energy-drink. Il giovane accosta lungo la statale e comincia ad allungare le mani sulle zizze di Valeria. La ragazza anche lei “Doc i sale” prima di starci con Tonino tiene a precisare che dopo averlo fatto, per una questione di romanticismo vuole comprarsi un cappotto bellissimo di Liu Jo come pegno d’amore. Proprio nell'attimo topico dell’amplesso, quando Valeria cominciava a “smutandarsi” dalle casse della radio si sente la voce di “Peppino di Capri” sempre tipo demone che dice: “Malatuni morirete!” Il mattino dopo una pattuglia dei carabinieri che andava a vedersi l’allenamento del Napoli, trova la macchina ferma su una piazzola di sosta dell’autostrada Napoli – Roma, anche questa volta l’auto viene ritrovata vuota e con la solita cassetta di peppino di capri insanguinata. Mi sono rotto i coglioni di scrivere ed ora vi “sbrovogno” il finale: La macchina è posseduta dallo spirito di Agata una prostituta investita dallo zio Aniello a Lago Patria nei pressi del ristorante “Purpette celesti”.



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