Antologia - Orbite vuote

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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
MARTELLO
Proprietario
Ugo Sette, lettore.


Prezzo

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1 €
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A proposito di questo oggetto...
Martello
di Ugo Sette

Fino a qualche tempo fa ero convinto che la televisione avesse una sua utilità. Forse stupidamente pensavo fosse garante di una sorta di alfabetizzazione e soprattutto che potesse offrire delle nuove opportunità comunicative e interrelazionali – l'ho pensato anche per internet ma ho dovuto ricredermi ben presto viste le tarme di fb che sembrano non facciano altro nella vita – opportunità tali da superare il rincoglionimento, effetto secondario proprio del mezzo televisivo che avevo già avuto modo di testare su alcune persone di mia conoscenza, vittime da tubo catodico come eroinomani all'ultimo stadio, giuro li ho visti grattarsi durante le pubblicità, ma stasera quando ho acceso il mio apparecchio, come lo chiama la nonna, ho dovuto seriamente ricredermi.

Trasmettevano in contemporanea, su una rete privata del nostro beneamato, "Il grande fratello", trasmissione a dir poco disdicevole con protagonisti del più basso livello culturale e dalla dubbia moralità, e se dietro ci stanno degli autori mi auguro che almeno facciano uso di lsd, e su Rai 2, "X factor" un reality suonereccio e mistificatore condotto dal figlio dei Pooh che fa apparire la sacra arte della musica una cosa da baretto come fare il presidente del consiglio.

Ho guardato Morgan e ho pensato, ma cosa ci fa tra le tette della Ventura?

Durante le pause pubblicitarie, estremamente assurde e dall'alto potere rincoglionente pure queste, passava lo spot per rinnovare il canone Rai. Auguri.

Ho cazzeggiato fino al tg, facendo zapping.

Per le tette gratis dei telefoni erotici era ancora presto.

Ed ecco che la giornalista dagli occhi di cielo con una faccia atermica annuncia qualcosa di sconvolgente: a Nettuno tre giovani italiani danno fuoco con la benzina a un indiano, così per gioco, per noia.

ZioCarloPorcaccioAustrungaricoEtceteraEtcetera, ho esclamato nella solitudine della mia stanza. Italiani popolo di razzisti rincoglioniti dalla tivù. Eccolo l'orrore della Nazione, vilipesa, svenduta, mafiomorfa, coi pensieri filtrati a 32 pollici. Altro che film de paura... I mostri esistono eccome. E pure gli Zombie: siamo noi.

E' questo oggetto che diffonde immagini e notizie così orrende a portare il male tra di noi, a renderci schiavi, a farci odiare i nostri simili. Eccolo il nostro orrore quotidiano, servito senza il minimo sforzo, nemmeno quello di pensare. John Carpenter l'aveva solo profetizzato, ma qui si va oltre, epporcocazzo.

Sono scoppiato a piangere.

Non avevo la forza di alzarmi dal divano.

Lì mesto, con le braccia a penzoloni fino a terra, e un umore nero.

Ho pensato e ripensato a che dovevo fare.

Poi ho avuto l'illuminazione.

E anche se nella vita faccio l'inventore e mi doleva farlo perché è stata una specie di blasfemia (tralasciando con dolorosa lacrima le valvole di Fleming, gli oscilloscopi a raggi catodici di Braun, tutte le scoperte di Johnson e Wheinart, Hester, Geitel, Lenard, Zworykin, Farnsworth, Mc Gee e Tedham, ecc. ecc. sigh) sapevo dentro me che era l'unico modo per riguadagnare la mia autostima, la dignità, e una vita vera.

Ho preso il martello, quello con cui avevo già distrutto i cd Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Gigi D'Alessio, Vasco Rossi, Laura Pausini, eccetera, eccetera, e ho fracassato il televisore.

Il primo colpo ha sfondato il tubo catodico.

L'ha fatto letteralmente esplodere – se decidete di farlo anche voi consiglio di mettervi leggermente a lato rispetto all'apparecchio, perché la piccola fiamma potrebbe raggiungervi con un indesiderato effetto ustionante. Attenti anche alle scintille dovute ai circuiti e all'elettricità che attraversa il vostro televisore.

Gli altri colpi hanno finito il lavoro.

L'hanno ridotto prima a una massa composita, poi a un pulviscolo grigio e grumoso, fumante e scoppiettante proprio al centro della stanza.

E dunque ora qui vendo questa polvere ad un prezzo altissimo, nemmeno fosse cocaina pura, il prezzo altissimo della mia libertà.

Voi fate un po' il ca...o che vi pare.



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