Antologia - Orbite vuote

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Orbite vuote
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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
BAMBOLA TAHITIANA
Proprietario
Fabrizio Pizzuto, autore di "La radice quadrata di Ralph" (Midgard, 2006)


Prezzo

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60 €
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A proposito di questo oggetto...
Bambolina
di Fabrizio Pizzuto

Non vedevo l’ora di vederla la mia bambolina, la conoscevo da tanto, la conoscevo da tanto ma lei non lo sapeva.
Così era successo che io ricordo tutte le volte in cui l’ho vista, io ricordo tutto… la prima volta a quella festa di quel tizio che nemmeno conosco bene a Monti tiburtini, credevo che lei fosse la fidanzata di quello alto con quella ridicola camicia a righe, gli stava a fianco, gli danzava a fianco, lei con quei jeans stretti stretti, quella magliettina rosa, si si, l’avevo guardata bene, e verso sera lei aveva cominciato a ricambiare gli sguardi, vuoi il vino, vuoi l’imbarazzo, guardava e distoglieva… era colpa mia che mettevo in imbarazzo, cercavo di guardarla di nascosto, forse sentiva gli occhi addosso, voleva che continuassi ma non poteva farmi vedere.
Io la sentivo calda da lontano, follia, il suo sapore mediterraneo, il suo seno.
Ma quello è ovvio non è ancora amore… quello è invaghimento, gusto, sensualità, sessualità forse.
L’avevo rivista di nuovo ancora ad una festa, stavolta conoscevo molto bene i padroni di casa, avevamo molti amici in comune si vede, succedeva che avevamo amici in comune, ecco cosa accadeva.
Io faccio l’architetto e quel tizio alto alto con le stupide camicie a righe era anche un architetto, quindi lei poteva essere la fidanzata, ma anche la sorella, o l’amica… ah, guardarla che spettacolo, le feste finivano sempre che ballavamo ubriachi e lei muoveva i fianchi in quel modo ballando,danzando, e si, lei era, avrebbe dovuto essere la mia preda.
Poi le cose volsero in favore, iniziammo a parlarci, ci vedemmo ad alcune inaugurazioni di eventi, dopo esserceli segnalati per mail, così trovai il coraggio di invitarla a bere una cosa, la prima volta non accettò, era impegnata, provai una seconda, pensai è l’ultima, mi sentivo ridicolo… questa seconda accettò, ma chiese di andare ad un cinema e non a bere, andammo al cinema e vidimo una commedia, una commedia stupida e molto brutta ma che a lei piacque, non perché le sembrò un capolavoro, ma perché qualche volta si può anche essere un po’ più leggeri… si, guardammo quella stupida commedia americana e poi ci salutammo, tentai di baciarla nel salutarla, ma svicolò via.
Credevo fosse finita, credevo di aver giocato male le mie carte, poi con un messaggio mi invitò lei a bere una cosa, accadde tre o quattro giorni dopo… quel giorno bevemmo, bevemmo, poi ci baciammo, poi andammo a casa mia a fare l’amore, io non lo faccio mai al primo appuntamento mi disse, non è il primo scherzai, io sono credente rispose seria, ma non come credi tu, mio padre e tahitiano, io ho le mie credenze che tu non sai, mi disse, guardai la mia bambolina, dolce mora, ma certo, dissi, ma certo…
Quando venne a casa mia con quella bambola in regalo, quando venne a casa mia volevo solo fare l’amore, accettai la bambola con un sorriso, che bella, che bella… è tipica delle mie parti, mi disse lei, ti sorveglierà, è un regalo importante, che viene dalla mia terra, dal mio popolo, devi starci molto attento, ma certo, ma certo, superficialmente risposi, volevo solo lei… posai la bambola ai piedi del letto, e la bambolina ci guardò fare l’amore, lei ti sorveglierà, disse, ma certo, ma certo… che stupido, che ingenuo, che agnostico, miscredente sono.
Quando mia moglie tornò dal viaggio di lavoro negli stati uniti, la portai a casa mia, e la sua bambola ci guardò fare l’amore… io iniziai a sentirmi a disagio, mi prudeva la schiena, non riuscì a penetrarla, eppure ne avevo voglia, tanto che non la vedevo, quasi due mesi, cosa avrebbe pensato, ma non ci stavo riuscendo, avevo poca forza nel mio membro, mi sentivo fiacco, stanco, mi prudeva la schiena… qualche giorno dopo la chiamai, la mia bambolina, non vedevo l’ora di vederla, non vedevo l’ora di dirle la verità, io forse ho iniziato per lascivia, così come un porco, ma ora non la smetto di pensare a te, ora vedo solo te, sento il tuo odore, ora ti amo, io non ti ho detto che ero sposato, ma ora non desidero più mia moglie, invece no, invece sono arrivati quegli uomini alti con quelle stupide camicie a righe, mi hanno tappato la bocca con quel fazzoletto, ho visto il mondo sfocarsi, ho visto i volti senza distinguerli… poi ho sentito la morte ma non ho perso conoscenza… li ho sentiti uccidermi, aprirmi le viscere e continuavo a sentire a essere senziente… hanno detto che avrei sentito la terra, che sarei risorto anche nelle energie, ma non nella volontà.
Adesso sono qui, a tahiti, sotto un metro di terra, attendendo di zombificarmi e di mettermi al lavoro per suo padre.
Non vedevo l’ora di vedere la mia bambolina e di cambiare vita per lei, le avrei detto, l’ho detto a quegli uomini… sarai accontentato, mi dissero, sarai accontentato.


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